La chiesa di San Michele, per la maestosità e la ricchezza di opere d’arte, è considerata uno dei più pregevoli edifici di Celle Ligure, comune rivierasco della provincia di Savona.

Completata intorno alla metà del ‘600, è a croce latina, suddivisa in tre navate. Dalle cronache del periodo risulta che fu la popolazione a chiedere di costruirla lontana dal mare e posta alla confluenza dei sentieri che ancora oggi collegano gli insediamenti collinari e alcune importanti frazioni del paese.

Da antichi documenti sembra che essa esistesse già nel XII secolo (se ne trova una citazione nel 1178 e risulta essere stata restaurata nel 1201). All’epoca la sua capienza era di molto inferiore all'attuale, con abside rivolta ad oriente, mentre oggi è posizionata in direzione nord-sud.

Dopo molte discussioni, tra i più giovani del paese che volevano il suo abbattimento per l'edificazione di un tempio grandioso, e gli anziani che, legati da affetto e ricordi alle antiche mura , ne volevano solo il restauro, nel giugno 1620 fu decisa la demolizione dell'antica chiesa. Si entrò così nella fase dello studio di un preciso progetto, affidato per la realizzazione ai capomastri locali.

A Celle, nel ‘600, operava Salvatore Spotorno un valido progettista di chiese, a cui si attribuisce l’opera. Nel 1630 venne posta la prima pietra e, per il finanziamento della chiesa, l’allora Vescovo autorizzò una pubblica raccolta, che ebbe immediato riscontro nella cittadinanza.

Il cantiere venne organizzato in maniera tale che si potessero celebrare le funzioni nel vecchio San Michele, mentre tutt’attorno crescevano le mura del nuovo edificio. Occorsero ben 15 anni di fatiche e di sacrifici perché i cellaschi, l'8 ottobre 1645, provassero l'emozione di vedere il loro tempio ultimato e consacrato dal Vescovo Mons. Francesco Maria Spinola. Il completamento della struttura venne a costare 400.000 £. di Genova, senza contare le prestazioni gratuite.

Ultimate le strutture portanti, ci si limitò ad intonacarla ma, con il passare del tempo, la chiesa venne arricchita di marmi, stucchi, ori, affreschi, opere d'arte, con modificazioni stilistiche di rilievo, per cui oggi il tempio risulta un misto di stili barocco e rinascimentale.

Si accede al piazzale della chiesa salendo uno scalone di granito di Boveno, fatto realizzare nel 1881 dal Sen. Federico Pescetto. Ai suoi lati nel 1895 furono messi a dimora cedri del Libano.

 

(questo testo è stato elaborato sulla base del lavoro eseguito dalla classe III A della scuola media F. della Rovere di Albisola Superiore, sotto la guida delle insegnati Lea Gobbi e Filomena Parodi)

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